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Storia e Attualità

 

 

Come testimoniano i numerosi resti presenti sia nel territorio urbano che nelle aree circostanti, Jerez è stato, nel corso della storia, un luogo fortemente influenzato dai diversi popoli che si sono insediati nel suo territorio.

 

Le vestigia della Xera fenicia, la romanizzata Ceret, l’importante Sherish musulmana e le successive costruzioni cristiane, rappresentano l'ampia gamma di stili architettonici ed edifici singolari che fanno di Jerez una bella città, dotata di una fisionomia urbana veramente unica.

 

Sono pochi i luoghi in Spagna che possono vantare lo stesso riconoscimento a livello internazionale di cui gode Jerez. Grazie al suo vino, Jerez o Sherry, il nome della nostra città ha superato già da tempo le frontiere, tanto da essere divenuto universale.

 

Ma l’importanza di Jerez non è data solo dal suo vino e dall’ architettura dei suoi singolari edifici; Jerez ha molto di più da offrire: terra del cavallo certosino, del toro de lidia (toro da combattimento), culla dell’arte del flamenco, città dei motori e di grandi eventi; la città è di dichiarato interesse storico e artistico.

 

Jerez è attualmente una grande città in cui la tradizione e la modernità più pura convivono in armonia. Grandi centri commerciali e viali convergono in un centro urbano allegro e vivace, nel quale si uniscono lo shopping e le tapas. Queste caratteristiche distintive, aggiunte alla straordinaria posizione geografica, al suo clima, ad elementi di attrazione turistica unici e vari, alle moderne infrastrutture, fanno sì che preferire Jerez come luogo da visitare o in cui vivere sia la scelta perfetta.

 

 

 

Le origini della cittá di Jerez della Frontiera, ancora oggi sono polemici. Ci sono degli ricercatori che pensano che la cittá sia stata il centro dell’ antico Dominio Tartésico.

Per altri l’origine della cittá inizia con la sua relazione con la primitiva Colonia Fenice nel Serit o Ceret, nome che incidevano sulla sua moneta dell’epoca, e che piú avanti nel tempo, fu cambiato per Seritium o Xeritium dai latini; Il Sheres, Xerez, Xerez Sadunia arabo fino ad arrivare passando per Xerez Sidonis, di Sidonia o Sedugna, all’attuale Jerez della frontiera.

Certo é che in Jerez, esisteva un’altro popolo prima dell’arrivo dei Romani. La scoperta in Asta Regia, oggi “Mesas de Asta”, appena a un kilometro da Jerez nella strada con direzione a Trebujena, cosí lo dimostra.

In tutti i modi, da queste origini un po’ nebulose, inizia a sorgere un nucleo urbano che si trasforma in una città desiderabile già all’ epoca della dominazione islamica.

Quando veramente acquisisce importanza Jerez come città è sotto la dominazione araba. Questa sembra risalire non prima del secolo IX, acquistando la sua definitiva fisonomia urbana intorno ai secoli XI - XII quando vennero costruite la muraglia ed l’Alcazar, che risalgono al periodo Almohade.

Nel secolo XII con la dominazione Almohade è quando coincide nelle sue pianificazioni tanto archeologiche come storiografiche. Per questo motivo, da ora in avanti è quando possiamo parlare della cittá di Jerez della Frontiera. Jerez nella sua attuale localizzazione geográfica, è in questo momento della sua storia quando è nata una struttura urbana che darà luogo, con delle logiche trasformazioni ad una naturale crscita, sino all’attuale centro storico.

Chiaramente, quando i musulmani sono arrivati, Jerez si limitava ad un castello o Fortezza, con delle stradine al suo intorno, priva inoltre della muraglia.

Questo castello si trovva nello stesso luogo occupato oggi dall’Alcazar, e le strade erano quelle che oggi circondano il duomo.

I musulmani dovettero murare il recinto il quale risultava insufficiente di fronte alla rapida crescita della città, a causa di un insediamento vicino all’attuale zona di San Dionisio. Questo nuovo casolare sarebbe per tanto un sobborgo del nucleo urbano originale.

Questa struttura urbana è quella che trova Alfonso VII quando nel 1133-quasi alla fine del periodo almohavide-attacca la città incendiando i principali palazzi e buttando giú i muri fino ad arrivare a un quarto sotto il pavimento.

Dopo questo attacco, c’era il bisogno di riconstruire la città con una nuova impostazione alzandosi un fossato molto piú profondo e lungo di quello precedente compreso tanto il vecchio núcleo murato intorno al castello quanto il nuovo quartiere sorto nella “ zona di San Dionisio”, lasciando nello stesso tempo tanto spazio libero per lo sviluppo futuro dei cittadini.

La ricostruzione della muraglia è iniziata alla fine dell’epoca almoravide, facendosi durante il perioto almohade, che inizia per jerez nel 1146, le stesse vicissitudini che suppongono la costruzione dell’Alcazar.

In quanto al recinto di mura, che aveva forma quadrangolare , con quattro vertici: il primo , nel Alcazar; il secondo nella coniugazione del via Larga con via Bizcocheros; il terzo con l’angolo della via Ancha con Porvera; e finalmente, l’último nella torre sussistente alla fine del viale Muro.

Tra questi quattro vertici si estendevano i teli di muraglia coronati di merlo, interrotti in più parti da delle torri quadrate, ed in tutti gli angoli per torri.

Nel centro di ogni uno di questi teli, si apriva una porta, mentre nell angolo SE del perímetro fortificato si rialzava l’Alcazar.

Questo palazzo, residenza del Re cristiano, si alzò nello stesso suolo del vecchio castello che esisteva prima della conquista musulmana.

Fu fatta di forma congiunta differenziando due zone principali per i diversi usi; Una la zona Della Mezquita ed il “Patio de Armas”, bagni, scuderie,ecc. Cosi l’accesso della gente sarebbe stato molto più frequente e fàcile, altra per le stanze principali del Walí e la residenza del gendarmeria.

Rispetto alle porte, queste erano come la muraglia, con forma di doppio angolo retto. Le porte dell’epoca almohade erano quattro, aggiungendosi nell’epoca cristiana qualcun’altra per facilitare la comunicazione fra l’interno delle mura e le periferie che sorgevano. Sono la Porta Reale, o del Marmolejo, Porta di Siviglia, Porta di Santiago ed Porta di Rota.

Dentro il recinto muragliato, il tracciato delle stradine era condizionato per la struttura del proprio fossato e per la comunicazione delle porte con altre porte.

In funzione di questo, la principale arteria di Jerez serebbe quella del Real e di Santiago. Nello stesso tempo, queste si incrociavano con la Porta di Santiago e la Porta di Rota.

La città islamica era divisa in quartieri, ognuna con la sua propria moschea e mercato.Le strade erano strette e tortuose con palazzi con poche e piccole finestre all’ esterno. Durante il perioto almohade il perimetro dentro le mura si urbanizzò completamente.

Nel secolo XIII c’é stata l’incorporazione di Jerez alla corona di Castiglia. Il secolo XIII é stato cruciale durante il quale si produce l’ affondamento delle strutture politiche musulmane ed il conseguente processo di conquista e ripopolamento della regione da parte dei cristiani provenienti dal nord.

Nell’ epoca della riconquista e del ripopolamento dell’ Andalusia ad opera di Fernando III ed Alfonso X, (1224-1300), si misero le basi di una Andalusia nuova, radicalmente trasformata nella sua struttura basica, demografica, istituzionale, economica, sociale e culturale, come risultato della sua incorporazione a Castiglia. Questo causò una rottura brusca con il primo periodo, e l’entrata in un mondo ed una tipologia di societá diversa: Cristiani Europei.

Una volta conquistata Siviglia (1248) da parte di Fernando III, Jerez, come altre tante città di Cadice, assistette ad una capitolazione per la quale i castigliani rispettavano le proprietá e condizione di vita con il pagamento di un tributo.La zona di Guadalete é stata anessa nel 1249, perche il re castigliano era consapevole della sua incapacitá di ripopolare questa stessa regione. Lasciando ai mudejares la possesione delle loro terre, concedendo Lebrija, Jerez, Arcos e Medina Sidonia all’ Infante Don Enrique. La cancellazione di questo privilegio da parte di Alfonso X all’inizio della sua corona (1253), cambiò la situazione della regione. In effetti, durante i primi mesi del 1253, Alfonso X, con l’aiuto delle truppe Dell’ Ordine Militare di Calatrava, mandò via tutti i dirigenti musulmani di quella zona procedendo a mettere in alcuni villaggi guarnigioni castegliane. Così è successo a Jerez. La cronaca di Alfonso X alludendo a “Abén Abit” signore della villa di Jerez, che voleva consegnare l’ Alcazar in cambio di ”Lasciarlo andare con tutti i suoi beni”. L’Alcazar fu dato in luogotenenza al nobile castegliano Nuño di Lara, che allo stesso tempo la affidò ad un cavaliere chiamato Garci Gomez Carrillo.

Questo regime di autonomia precaria – dato che le antiche capitanerie musulmane furono sostituite per altre piú collaboratrici con Castiglia ed ne “Los Alcazares e le fortezze si istallarono distaccamenti militari cristiani- durò fino al 1262-1263.

Nel 1262 si osserva un cambio radicale nella polica di Alfonso X che si fonda in due punti principali.

Prima di tutto, si registra che per quella data la ripopolazione di Siviglia era giá indirizzata ed in secondo luogo il re apparve deciso a farla finita con le isole musulmane quasi autonome .Iniziato il regno di Nebbia nel 1262 ed inizia la ripopolazione di Cadice, dove agli inizi del 1263 si erige una sede episcopale , terminando così la cacciata al mare dei mudejares da Jerez,Arcos e tutte le località limitrofe.

Il malessere provocato fra i mudejare andalusi da questo ed altri provvedimenti, spiega che, contando sull’appoggio dei granadini ed i benimerines del nord África, gli arabi Della comarca del guadalete si ribellarono in maggio-giugno del 1264,.Questa rivolta mudejare sorprese i castigliani. I suoi reggimenti furono distrutti dalle armi, passando sotto il controllo dei rivoltosi la città di Jerez, Medina Sidonia, Vejer e Lebrija.

La reazione di Alfonso X fu immediata. Dall’ autunno del 1264 e durante il 1265 si fecero delle campagne per ristabilire e recuperare i territori persi. Si conquistarono con l’ausilio delle armi Jerez, Medina Sidonia, Arcos, Lebrija e Vejer. Il popolo musulmano fu sistemanticamente cacciato dalle sue vecchie ville, procedendo immediatamente al suo ripopolamento con cristiani dei territori occupati.Cosí é nato Jerez.

Iniziate le trattative di resa, Alfonso X si convinse a lasciare andare gli arabi , passando le ville ad arabi castigliani, il 9 di ottobre del 1264, festivitá di San Dionisio.

Secondo la tradizione, la città se incorporò al dominio cristiano in Frontiera: Da qui la sua denominazione.

Secondo il libro di “Ripartizione” in Jerez si insediarono 1711 ripopolatori cristiani, 90 giudei, e 7 musulmani.. Un’altra peculiarità della societá è la esistenza insieme alla immensa multitudine dominante di cristiani, di minorie religiosi – etnica di ebrei e musulmani.

I giudei, abitavano nella Giuderia ed avevano a disposizione due sinagoghe. I mudejares avevano il suo proprio sindaco, almeno all’ inizio e si riservavano per il culto una delle moschee esistenti nel momento della conquista.Questi e gli altri erano tollerati e protetti per la legge, ma comunque segregati.

La cittá fu divisa in diversi distretti corrispondenti alle sei chiese che si crearono: una dedicata a El Salvatore, un´altra al patrono della cittá, San Dionisio, le quattro rimanenti dedicate agli evagelisti: San Matteo, San Luca, San Marco e San Giovanni.

Dentro del quartiere de San Dionisio, anche se separata da un muro, si trovava la Giuderia.Nel libro Della distribuzione appare chiaramente delimitato per altre due settori urbani, che non avevevano una entità autonoma, ma possedevano peculiarità propia. Il quartiere di Francos, caratterizzato per la pratica dei suoi cittadini al commercio, situato fra San Giovanni, San Marco e San Dionisio ed il quartiere del’Algarve, dentro di San Dionisio, dove si insediarono 92 cittadini provenenti del’Algarve portoghese.

Dopo la battaglia di Salado in 1340 si produsse un allontanamento della frontiera. La sicurezza con questo acquistata, fu presupposto di una esplosione della campagna jerezana ed una considerevole crescita urbana fuori dalle mura. Intorno al sobborgo di San Michelle e Santiago. Qui si fa evidente l’auge economico che presuppone l’inserimento del regno di Castiglia nel circuito del commercio internazionale Atlántico, con l’inserimento di commercianti genovesi, frencesi, inghiesi e flamenchi.

Le mura dopo l’ allontanamento della frontiera smisero di essere utili, vennero abbattute e vennero unificati i palazzi. Cosí si aprirono porte che facilitavano la libera entrata fra la cittá dentro le mura ed il sobborgo. A partire dal secolo XV, come conseguenza della prosperitá economica si costruirono importanti palazzi: Chiesa di San Michelle, chiesa di Santiago, Convento di San Francesco, Chiesa della Merced, Convento dil Spiritu Santo, convento e claustro di Santo Domenico, Cabildo, Torre in omaggio al Alcazar, etc.

Jerez, é stata senza dubbio una delle piú grandi cittá nell’epoca moderna. Del suo vecchio splendore danno mostra i suoi palazzi, ricchi e solenni.

L´avvenimento piú importante dell’ Andalusia occidentale nel secolo XVI, XVII e XVIII é stato la scoperta dell’America. Jerez é completamente incorporata per la sua posizione geografica fra Siviglia e Cadice nel territorio andaluso.

Come era la cittá alla vigilia della scoperta? Era un popolo contadino, abbastanza estenso, con tanti nobili ( i palazzi sono una buona mostra di questo) ed ecclesiastico, con un’importante bestiame ed una rilevante elaborazione dei vini.

Come cittá medievale, che era ancora nella seconda metá del secolo XV, aveva delle fiere agricole d’interesse, dove c’erano prodotti del suo estenso intorno. Merita una speciale attenzione quella di settembre, dove accorrevano commercianti di altre cittá. La colonia Flamenco-Olandesa sicuramente aveva una speciale importanza, alla protezione tra il reinato di Castiglia ed il nordest d’europa. Tutto questo faceva che l’importazioni di Jerez e sua campagna trovarano un’uscita rilativamente facile, in speciale il vino, verso il commercio di Flandes, Inghilterra, La Haya. I commercianti ed uomini d’affari di questi paese si stabiliscono a Jerez.

IL vino introduce certi cambiamenti nella societá jerezana promovendo l’ingrandimento del settore artigianale, in speciale, quelle dei bottai.

Con la scoperta d’America in 1492 ed il posteriore stabilimento del monopolio, prima in Siviglia ed a partire di 1680 in Cadice, Andalusia occidentale sperimenta diversi cambiamenti.

La domanda americana assicurava l’uscita de suo prodotto verso il commercio indiano. Le terre coltivate sembravano non abbastanza per il bisogno e prospettiva che avevano.Si cerca la rotazione dei spazi che fino ad ora erano incolti, per usare le vigne o altri prodotti d’interesse: Frumento, cereali...

Nel piano sociale , che impatto aveva suscitato la scoperta? Il popolo schiavo di Jerez cresceva considerevolemente, in parte per la facilitá per rifornirsi di loro attraverso i porti della baia. Ma anche i profitti ed lo status sociale arrivato attraverso i privati.

Ma non sarà senza dubbio il settore dei nobili il piú colpito. Jerez contava nel secolo XV su un numero relativamente ridotto di nobili, procedenti in buona misura delle vecchie famiglie che erano arrivate con la ripopolazione. L’ impatto americano si fece sentire provocando l’accesso di detto stamento d’ elementi dello stato piatto. Si tratta d’uomini che avevano fatto fortuna grazie alla attivitá mercantile e finanziera o la esportazione dei vini.

Jerez sperimentò una tappa di prosperità e auge economica dopo la fine della guerra contra i regni di Granada, e nel secolo XVI si ebbe l’apertura di certi settori della societá jerezana a nuovi orizzonti rinascentisti ed al pensiero umanista. L’economia e pace permettevano la construzione di numerosi palazzi di stilo antico. L’installazione nelle cittá di un importante contingente di commercianti stranieri –genovesi, flamenchi- contribuì alla conoscenza delle idea umanista e diffusione delle nuove correnti estetica.

Si sviluppa una reazione contro lo spirito autoritario della chiesa. Mantenendolo durante il Medio Evo, che limitò la iniziativa del pensiero individuale, libero e critico.

L’ artista emerge dall’anonimato in cui era stato sommerso durante il Medievo e abbandona la considerazione d’artigiano. Tutti palazzi romani sono scopo di ammirazione ed ispirazione che fornisce abbondanti temi e personaggi diversi.

Nei primi decenni del secolo XVI, l’architettura religiosa continua attaccata alla tradizione, rappresentata per lo stile gotico che ci fanno vedere i tempi e conventi jerezanos, -Come le chiese parrocchiali di San Matteo, nell’interno del nucleo urbano; Santiago e San Michele nel sobborgo che gli da il nome; convento di Santo Domenico di fronte all’antica Porta di Siviglia e la Cartuja de Nostra Signora di la Defensione, alla riva del fiume Guadalete, per la strada a Medina.

A partire del secondo terzo del secolo, l’arte del Rinascimento é pienamente accettata per la architettura civile. Jerez del settecento registra importanti manifestazioni artistiche in replica a una serie di successi, come il recupero dell’economia che avviene nel corso del secolo.

Così come nel resto della Andalusia, la città mostra un affetto verso il barrocco, evidente soprattutto nell’arte religiosa.

Il popolo in folla si identifica perfettamente con questi eventi, avendo nelle feste e celebrazioni una maniera d’eludere tanti problemi quotidiani.

Di fronte a questo, certe arie innovatrici rimangono attraverso alcuni aspetti urbani. Ci sono stati pochi cambiamenti nel tessuto urbano dentro le mura. Nel centro storico della cittá iniziò ad avere una lenta discesa della popolazione dall’inizio del secolo in beneficio dei due quartieri di fuori porta: San Michele e Santiago. Lo spopolamento paralizzò in gran misura l’attività urbana dell’interno, a favore dei sobborghi.

L’unica transformazione rilevante del tessuto urbano in questa epoca si produce uno spostamento del vecchio palazzo, espropriando le case, cosí sorge una nuova piazza de la Encarnación.

Anche l’industria del vino, durante il XVIII secolo, ebbe una importante ripercussione urbanistica.Il sistema di piccole “bodegas” unite alle case, lascia passo alle costruzione di magazzini independenti. La consolidazione di Jerez come un’importante centro vinicolo permette la nascita di una potente borghesia e di una gran folla di proletariato. Così si costruì, lungo i secoli XVIII,XIX e XX, una cintura industriale intorno alla città, formato per cantine, che oggi sono state assorbite per la città per l’espansione urbana del secolo XX.

Il secolo XIX sviluppó a gran scala tanti degli schemi impostati nel secolo anteriore, soprattutto quello concernente l’infrastruttura del risanamento ed igiene publica. Pero il modo di agire che piú li distingue al periodo del 1800 fu l’allineazione di vie pubbliche per la liberazione dei beni ammortizzati e il nuovo profilo urbano che genero la industria vinicola.

L’abbattimento di “Puertas Mayores” e “Postigos” e teli di muraglia fu una delle forme più rappresentative del urbanismo del secolo XIX. Giá nel secolo XVII era stata abbattuta la Porta di Rota. Si distrussero quelle di Santiago e di Real nella prima metá del secolo, insieme alla Porta Nuova o di Chancilleria; La Porta di Siviglia non esistirebbe più nel 1864 e l’Arco del Corregidor in 1890.

La liberalizzazione dei beni ecclesiastici produssero la creazione di nuovi spazi aperti tra la distruzione di qualcuni conventi, che fu un turbamento della parte del tessuto urbano medievale per la creazione di nuove piazze.

L’industria del vino origino un profilo urbano molto caratteristico , le base sono state definite nel secolo anteriore. La proliferazione di cantine durante il secolo XIX fu spettacolare.Dentro le mura continuava nutrendosi di cantine provocando cosi la perdita delle case abitati. Nel secolo XVIII si fanno sentire le proteste dei parrocchiani di San Matteo e San Marco davanti la perdita dei parrocchiani per questa causa. Una serie di misure didattiche prese per il comune per regolare il processo costruttivo cantinero in 1837 e 1842 vietava la edificazione di cantine nel centro storico.

Con la installazione della stazione ferroviaria in 1854, dato l’alto livello della produzione delle cantine, si creò nel 1870 una via ferroviaria urbana per semplificare il transporto del vino fino alla stazione ferroviaria.

La industria del vino generó l’arrivo nella cittá di una borghesia che in certi casi scelse per installare le sue abitazioni nel sobborgo. Queste abitazioni, con giardini si situarono seguendo una pianificazione urbanistica.

Le lampade a gas si inaugurarono nel 1860; la conduzione dell’acqua dalla sorgente del Tempul fino alla cittá fu in 1869. Il telefono si stabilizzó in 1889 e in 1891 la compagnia Jerezana di elettricitá.

La fioritura nella cittá di una aristocrazia e di una borghesia in tanti casi straniera, farebbe supporre una veloce adozione delle nuove correnti europei. Senza altro, questo non é stato cosí.

All’inizio del secolo XX, il profilo della città era condizionato in gran misura alla crescita dell’industria del vino.

Continuava la crescita nei quartieri di Santiago e San Michele a sfavore della zona dentro la mura, e lo spopolamento constituisce una aggravante per l’urbanismo del secolo XX. Si dovrá aspettare il dopoguerra per lo sviluppo, attraverso di progetti d’ampliamento, d’una serie di quartieri, tanti destinati alla classe operaia: La Plata(anni 40), Federico Mayo (anni 50), la Vid, la Constancia, Pío XII,...

In 1982, si elaborò un piano speciale di riforma interiore del centro storico(PERI). Urgente era il bisogno di frenare le attuazioni nel centro storico, dato che non si tenevano in conto i valori patrimoniali. Si trattava di recuperare il centro storico della città come Patrimonio Collettivo, controllare lo spostamento e speculazione, riabilitare palazzi antichi, conservare l’architettura popolare, recupera teli e torri della muraglia, così come rispettare il tessuto urbano.

In 1984 si fece un Piano di Ordinazione Urbana, come principale oggettivo: equipaggiare ed infrastrutturare,(Circuito Permanente di Velocitá, 1986).

L’ultimo piano fatto nel 1985 è stato orientato alla cittá del futuro. Non solo si centra nella città. Anche lo fa nel suo termino municipale.